ERITREA-ETIOPIA: IL PRESIDENTE ERITREO ISAIAS AFWERKI AD ADDIS ABEBA

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PACE ERITREA-ETIOPIA: IL PRESIDENTE ERITREO ISAIAS AFWERKI AD ADDIS ABEBA

Addis Abeba, Millennium Hall. Il presidente Isaias Afwerki con il premier Abiy Ahmed, prima del discorso ufficiale

Pace tra Eritrea ed Etiopia, il presidente Isaias Afwerki ad Addis Abeba.

 Il fine settimana, dal 14 al 16 luglio, ha segnato un altro passo avanti nelle buone relazioni tra Eritrea ed Etiopia.

Il rientro ad Asmara del presidente eritreo Isaias Afwerki è stato preceduto dalla cerimonia  dell’alza bandiera davanti al palazzo dell’ambasciata eritrea ad Addis Abeba.  Un ufficio rimasto chiuso vent’anni. La sua riapertura è un segno del percorso di pacificazione tra i due paesi e  della ripresa delle relazioni diplomatiche.

La firma ad Asmara della dichiarazione di pace e amicizia (9 luglio), ha avviato un nuovo corso. E la visita del presidente Isaias ad Addis Abeba è parte di questo corso.

Accettati completamente gli Accordi di Algeri stabiliti dopo il conflitto del 1998-2000, come dichiarato il 5 giugno dal premier etiopico Abiy, ora si stanno bruciando le tappe e si susseguono gli incontri tra i due leader. Lo scopo è  definire nuove relazioni tra i due paesi.

La fine della tensione ha posto obiettivi importanti.  Ripresa dei rapporti politici, ripresa dei rapporti economici e commercilai. Ripresa delle relazioni diplomatiche.

Da domani la compagnia di bandiera etiopica volerà verso Asmara. Sono state riattivate le linee telefoniche e gli spostamenti delle persone saranno liberi, senza bisogno di visti.

La visita del presidente Isaias al primo ministro Abiy ricambia la sua della settimana precedente. Quando il premier etiopico è giunto ad Asmara.

In entrambi i casi, fin dall’arrivo, i due leader hanno improntato le visite di Stato all’amicizia. L’abbraccio ha sostituito le strette di mano formali. Una simbiosi tra le istituzioni e il calore dei sorrisi della gente che da tempo aspettava, con ansia, la pace.

Anche stavolta, com’era successo ad Asmara, i colori delle due bandiere sventolavano vicine. Canti di gioia e aria di festa hanno riempito le strade della capitale etiopica.  

Non è solo un riavvicinamento politico è il ritrovarsi di due popoli fratelli, troppo a lungo rimasti divisi.

E questo è un punto nodale, sottolineato dal presidente Isaias nei discorsi ufficiali. Lo dice sabato nell’intervento durante il pranzo al Palazzo del Presidente. “D’ora in poi” spiega “chi dirà che il popolo eritreo e il popolo etiopico sono due popoli distinti, significa che non conosce la verità. Saremo uniti. Lavoreremo insieme e faremo progetti comuni, per il bene di entrambi”.

Del passato i due leader vogliono mantenere gli aspetti positivi.  Le tradizioni, la cultura, la generosità dei sentimenti che li accomunano. Gettando alle ortiche tutto ciò che in questi lunghi anni ha avvelenato i reciproci rapporti.

La completa accettazione degli accordi di Algeri e la fine della guerra militare e politica, significano questo.

Nel discorso conclusivo tenuto al Millennium Hall domenica pomeriggio, il presidente Isaias, riconoscendo e appoggiando l’impegno del lavoro politico di Abiy, ritorna su questo punto.

“Nel passato” spiega “siamo andati contro le nostre tradizioni storiche e i nostri interessi comuni. Ora abbiamo vinto contro chi ha seminato odio”. Poi conclude,  “riprenderemo ciò che abbiamo perduto”Perché il futuro, per entrambi i paesi sia improntato allo sviluppo e al progresso.

L’impegno dei due leader Abiy e Isaias è considerato da molti, un percorso da premio Nobel.

Una situazione politica resa possibile dal cambiamento al vertice del governo etiopico.

Per l’Etiopia nei mesi scorsi la  priorità era riportare pace nel paese sconvolto da disordini interni. Per questo motivo il 27 marzo  è diventato primo ministro Abiy Ahmed.

Un giovane uomo, appartenete all’etnia oromo e amhara che rappresenta il 60 per cento della popolazione, con alle spalle una carriera militare. Un combattente che ha fatto studi universitari tra Londra e Pretoria. La sua elezione ha interrotto l’egemonia mantenuta dal 1992 dal TPLF, partito che rappresenta il 6 per cento della popolazione etiopica.

La visita in Etiopia del presidente Isaias, dopo Addis Abeba, procede con un viaggio nel nuovo distretto tessile di Hawassa. Una città a circa trecento chilometri dalla capitale, nella regione dell’Oromia. Un luogo simbolo dell’impresa nazionale etiopica, ha twittato Fitsum Arega, capo dello staff del premier Abiy.

Sulla pace tra Eritrea ed Etiopia la comunità internazionale, le istituzioni, i singoli paesi europei e i leader politici, stanno inviando messaggi a entrambi i leader che testimoniano la felicità per la distensione raggiunta.

Nell’elenco ufficiale, per il momento, manca l’Italia. Il Ministero degli Affari Esteri si è  limitato a scrivere sul sito che “l’Italia accoglie con favore” la decisione dell’Etiopia di applicare pienamente l’Accordo di Algeri.  “Auspicando” che possa aprire il dialogo tra i due paesi.

Un dialogo che ha portato, in meno di un mese, alla firma della dichiarazione di pace, alla ripresa dei voli, delle linee telefoniche e  all’apertura delle ambasciate.

Marilena Dolce

@EritreaLive

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