ASMARA, L’INCONTRO TRA IL PREMIER ABIY E IL PRESIDENTE ISAIAS

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ASMARA, L’INCONTRO TRA IL PREMIER ABIY E IL PRESIDENTE ISAIAS

I colloqui di pace continuano.

Asmara, l’incontro tra il primo ministro Abiy Amhed e il presidente Isaias Afwerki

Domenica 8 giugno, una giornata felice per la distensione nei rapporti tra Eritrea ed Etiopia. Ad Asmara, capitale Eritrea, stamattina c’è stato l’incontro tra il primo ministro Abiy Amhed e il presidente Isaias Afwerki. I colloqui di pace iniziati lo scorso giugno continuano.  

Per la prima volta, dopo il conflitto del 1998-2000, tra i due paesi riprende la normalità.

Sono passati vent’anni, sottolinea in un tweet il ministro dell’informazione Yemane Ghebremeskel, dall’ultima volta che un aereo delle linee etiopiche è atterrato ad Asmara.

Non solo. Sono tornate attive le linee telefoniche tra i due paesi, dice in un tweet Fitsum Arega, portavoce del primo ministro etiopico.

Notizie che corrono rapide, entusiasmando la rete.

Dalle immagini dei preparativi postate ieri sui social traspare un grande desiderio di pace, di tranquillità.

Una speranza della gente ma anche dei due leader, il presidente Isaias Afwerki e il primo ministro etiopico Abiy Ahmed.

Appena sceso dalla scaletta dell’aereo, prima del benvenuto ufficiale, degli inni e delle strette di mano, tra Isaias e Abiy c’è un abbraccio forte, fraterno, più che politico.

In aeroporto il benvenuto alla delegazione etiopica procede, alternando al protocollo momenti di spontanea e informale cordialità. Come all’uscita, quando le donne in abiti tradizionali, mentre porgono il benvenuto ufficiale ai due leader, sono abbracciate, prima dal presidente Isaias, quindi da un sorridentissimo Abiy. Con i tre baci di rito sulle guance. Un segno di vera amicizia.

Lungo le strade di Asmara, come lasciavano immaginare i preparativi della vigilia, sventolano le bandiere dei due paesi. I loro colori tingono i volti dei più giovani, le magliette, i cartelli con le foto dei due leader e, in mezzo, la scritta “peace” retta da una colomba.

Tantissima la gente per le vie principali, ai bordi del corteo ufficiale. Nessuno vuole perdersi questo momento storico.  L’avvio della pace ad Asmara, in una domenica di luglio.

Al centro dei colloqui che si svolgeranno in questi giorni ci sarà senza dubbio la restituzione dei territori nella zona di confine attorno a Badme.

Del resto la dichiarazione del 5 giugno scorso fatta dal primo ministro Abiy era proprio su questo punto.

Il premier etiopico infatti, fresco d’insediamento, dopo aver dichiarato di voler riprendere i rapporti con l’Eritrea, a giugno ha detto di accettare completamente gli Accordi di Algeri (2002).

Una risoluzione internazionale del conflitto tra Eritrea ed Etiopia (1998-2000) rimasta congelata finora. L’Etiopia governata dal premier Melles Zenawi (TPLF), infatti, non aveva voluto ritirare le proprie truppe dai territori occupati.  Rifiutando quindi la natura “definitiva e vincolante” della decisione che stabiliva che la zona intorno a Badme fosse eritrea.

Il 20 giugno, ad Asmara, durante la commemorazione dei martiri, il presidente Isaias rispondendo al premier Abiy dice che una delegazione eritrea andrà ad Addis Abeba.

Il vero dialogo tra le parti è iniziato il 26 giugno con la delegazione eritrea, composta da Yemane Ghebreab, adviser del presidente e Osman Saleh, ministro degli esteri, che va ad Addis Abeba.

Un incontro caloroso, cordiale, seguito poco dopo dalla decisione del premier Abiy di incontrare ad Asmara il presidente Afwerki, per far procedere il dialogo.  

Quella che si sta aprendo oggi tra Eritrea ed Etiopia, come ha detto Yemane Ghebremaskal, è una nuova era, di pace e cooperazione.

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