Eritrea: Asmara patrimonio dell’Unesco

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Eritrea, Asmara, il teatro nella centrale Harnet Avenue. Da oggi la città di Asmara è patrimonio Unesco

Da oggi  Asmara, capitale dell’Eritrea, è patrimonio Unesco. Una  decisione presa durante la sessione in corso a Cracovia, in Polonia.

Asmara, l’Unesco ne riconosce la bellezza.

Era nell’aria, si sperava, e stamattina è arrivata la conferma ufficiale. La bellezza di Asmara, capitale dell’Eritrea, la sua unicità è per l’Unesco patrimonio dell’umanità.

Un risultato che premia il lavoro dell’ingegner Medhanie Teklemarian, responsabile dell’Asmara Heritage Project e del suo team.

Un lavoro iniziato nel 2004 e culminato, nel 2016, con la presentazione della candidatura della città.

“Storicamente l’Eritrea è stata una colonia italiana” dice Medhanie “perciò i professionisti che hanno progettato la città erano italiani. Però sono gli eritrei che l’hanno costruita fisicamente, con il corpo e l’anima. Questo è il motivo per cui la sentiamo nostra”.

“Inoltre”, spiega Medhanie, “gli interventi di recupero non si fermeranno al centro città, alla vecchia zona europea. Anche la periferia, la zona di Aba Shawel e altri punti di eredità coloniale, privi di adeguate infrastrutture, faranno parte dell’area Unesco. Ora è arrivato il momento d’intervenire anche lì”. Conclude Medhanie

Alcune attività inizieranno subito?

Ce lo spiega l’architetto Susanna Bortolotto del Politecnico di Milano (Dipartimento di Architettura e Studi Urbani) che lavora in Eritrea con il gruppo dell’ingegner Medhanie.

“Da quest’autunno si avvierà” dice Susanna Bortolotto “un corso che il Politecnico svolgerà insieme all’Asmara Heritage Project sul Restauro Urbano e sulle procedure del progetto di conservazione dei materiali del Moderno”.

“L’ Asmara Style” spiega l’architetto “è l’insieme di Eclettismo, Novecento, Metafisica e Futurismo. Edifici costruiti con grande abilità, utilizzando materiali tradizionali in forme moderne e materiali tipici del Moderno, come cemento armato e vetro cemento”.

“Asmara” continua l’architetto “è una città unica ed irripetibile, con un patrimonio architettonico e urbanistico, punto di rifermento identitario, ineludibile per gli eritrei. Forte è la percezione del valore del suo costruito storico e della sua salvaguardia, sorprendentemente diffusa anche a livello dei singoli cittadini”.

“Partendo da questi presupposti” continua “la nomina di Asmara a patrimonio Unesco non fa che avvalorare, anche a livello internazionale, la consapevolezza per la tutela di questa peculiare città, il cui principale pregio è dato proprio dalla misura, testimonianza di un convivere civile in un paese laico, multietnico e multireligioso”.

Yemane Ghebreab, Presidential Adviser, a Roma per il Festival d’Eritrea, intervistato sulla candidatura Unesco, dice che “Asmara è un gioiello dell’Africa, una delle città più belle e con più storia”. L’obiettivo è fare in modo che il lifting ne conservi la forma a “misura d’uomo”. In questo senso continuerà l’impegno del suo governo, spiega.  

“Il risultato dell’inserimento di Asmara tra i patrimoni Unesco è rivoluzionario”, dice Giovanni Fasanella, addetto culturale dell’Ambasciata italiana di Asmara.

“Così è successo anche per Matera, città della mia regione, la Basilicata” spiega. “Dopo il riconoscimento Unesco Matera ha avuto un grande sviluppo economico”. In che modo?  “Oltre al restauro” dice “vi hanno girato film, The Passion e il remake di Ben Hur, per citarne alcuni. Inoltre si sono sviluppate moltissime nuove attività commerciali e si è incrementato di parecchio il turismo”.  

Gian Paolo Carini, a lungo preside della Scuola Italiana di Asmara non è stato colto di sorpresa dall’inserimento di Asmara, città patrimonio Unesco. “Non solo me l’aspettavo” dice “ma lo desideravo”.

“Asmara”, continua Carini “con le sue case, le sue piazze, il suo ordine, il suo stile razionalista, ne aveva proprio diritto. Un diritto finalmente riconosciuto”.

Anche nelle sue parole ritorna il concetto di misura, di città in cui si vive con “misura”, una condizione diventata ormai rara e che, dice il preside, “merita di essere premiata”. “L’auspicio” aggiunge “è che la gente di Asmara possa beneficiare di investimenti facilitati proprio da questo riconoscimento”.

Per avere un’idea del lavoro alla base del successo della candidatura di Asmara a sito Unesco, basti dire che il team dell’ingegner Medhanie ha censito più di quattromila edifici. Ciascuno con una scheda con caratteristiche volumetriche, architettoniche, fisiche e tecnologiche allo stato di fatto. Un lavoro fondamentale valso il premio del Royal Institute of British Architects (RIBA).

Restaurare una città non è uno scherzo. Per questo motivo non capita spesso, ci aveva detto qualche mese fa l’architetto Bortolotto, che l’Unesco decida di tutelare un’intera città. È più frequente, infatti, la tutela di siti archeologici, complessi monumentali, centri storici o aree naturalistiche.

Ora però è fatta, Asmara è tutelata dall’Unesco.  

Speriamo sia anche l’inizio di un nuovo sguardo sulla città, poi magari sull’Eritrea. Uno sguardo non più volto al passato, in grado di capire gli sforzi di un paese e della sua gente che non ha mai smesso di lottare per il proprio futuro e per il riconoscimento dei propri diritti.

In contemporanea con la vittoria di Asmara patrimonio Unesco, esce il bel libro di Alessandro Pellegatta, Eritrea, fine e rinascita di un sogno africano. Un libro da mettere in valigia se si parte per l’Eritrea, che trasmette la forte empatia dell’autore con il paese.

Un libro ricco di storia.  

“Oggi Asmara è diventata patrimonio dell’umanità” dice Pellegatta, aggiungendo “bisogna riconoscere agli eritrei il merito di aver conservato la Modernità, al di là delle etichette. Onore quindi agli eritrei che hanno percepito e valorizzato questo patrimonio, senza pensare di distruggerlo, come si è fatto altrove”.

 

Marilena Dolce

@EritreaLive

 

 

 

 

 

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