L’Autobus Barattolo per le vie di Asmara

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di AMAN ABRAHA, DIARIO DI UN ERITREO 

Nato ad Asmara, Ghezza Banda, scuole italiane, laurea in Scienze Politiche a Perugia, un lavoro a Milano, Aman non ha mai smesso di amare il suo Paese che ha deciso di raccontarci in italiano, lingua che parla e scrive molto bene, per aiutarci, con garbo, a dipanare una matassa di mezze verità e false certezze.

 

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© Eritrea Live, Asmara, Expo 2012, Foto ricordo e Autobus Barattolo, ovvero Inda Aleba

Come Dio ha dato gli orologi agli svizzeri e il tempo agli africani, così la mia concezione del tempo asmarino si affidava all’Autobus Inda Aleba, parte integrante della mia vita.

Lo prendevo per andare a scuola da Ghezza Banda, una zona di Asmara, tutte le mattine, verso le 7. 04, al più tardi alle 8.  Per più di 10 anni.

Se lo intravedevo al Girafiori di inda Finjal  dovevo correre perchè voleva dire che ero in ritardo. La perfezione la raggiungevo se lo incontravo all’altezza del Bar Torino o del Cinema Croce Rossa.

Ogni mattina, incurante di tutto e di tutti, l’autobus avanzava sereno e tranquillo, come se dettasse lui stesso i battiti del tempo.

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© Aman Abraha, Asmara, l’autobus Barattolo in servizio per le vie della capitale

Anzi, era proprio così.

Tutte le persone senza orologio, collo sporgente, occhi strabici a furia di scrutare il campanile della Cattedrale per vedere l’ora, calcolavano il tempo in base a lui, all’autobus Inda Aleba.

Donne e uomini potevano fermarti anche senza conoscerti, per chiederti:«Inda Aleba halifa Diya?» cioè, letteralmente, è passato l’autobus tessile, dal nome dello storico Cotonificio Barattolo che stava sul suo percorso. E notavi che cambiavano passo a seconda della risposta.

Avesse vissuto in Occidente Inda Aleba sarebbe diventato protagonista di Cars, made in Disney/Pixar al suono di Life is a highway

Speriamo lo mettano in un museo il giorno che deciderà di fermare il suo tempo, per il momento ha un attimo di gloria durante l’Expo…

Ho sempre  pensato che non  si debba vivere con rimpianti, crogiolandosi nel passato, non mi  dispiace com’è andata la mia vita…però mi manca il senso della normalità asmarina!!!!! La sua rassicurante routine, la lentezza del tempo, la passeggiata col sole, senza nessuna meta precisa, senza orologio, cammin, cammin per le vie di Asmara…

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4 Commenti

  1. silvestrini giuseppe says:

    Sono nato anch’io in Asmara e ricordo questo mezzo, allora aveva un altro colore. Ho fatto pure un giro.

  2. Bessi Savino says:

    Sono nato a Cheren nel 1940. Abitavo a Ghezzabanda. Ho visto pubblicata una foto fatta a fine anno scolastico, allora frequentavo la prima elementare..Ricordo una maestra severa e tanti compagni di scuola e le loro voci!!

  3. stefano esposito says:

    Anch’io nato in quel meraviglioso posto chiamato Asmara, abitato per 17 anni a gezabanda, avevamo una bella villa e un eccellente ristorante, ESPOSITO sicuramente sono in molti a ricordarlo, mia nonna LETTENCHIEL era un ottima pizziola. Ma la guerra con l’Etiopia: a portato via TUTTO…MALEDIZIONE!!

    • Iosief Abraha says:

      Se per caso Stefano in classe alle medie con Giovanni Dossena, Stefano Costantino, Abdelnebi, Amare, Angelo Petrignani… etc. Un caro saluto. Iosief

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