In Eritrea la vittoria contro la malaria è una realtà

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Eritrea, Bisha Mine Medical Centre: grafico con l’andamento della malaria, in verde i punti più bassi, 2015

In Eritrea la vittoria contro la malaria è una realtà.

La malaria è la più importante parassitosi, la seconda malattia al mondo, dopo la tubercolosi. È un’infezione  provocata da quattro diverse specie di parassiti, il più pericoloso dei quali è il Plasmodium Falciparum.

Il 40% della popolazione mondiale vive in zone in cui la malaria è endemica.

Nel 2007 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Oms, ha deciso che il 25 aprile di ogni anno si celebri il #MalariaWorldDay. Un’occasione per ricordare che l’impegno nella lotta contro la malattia non è ancora terminato.

Eritrea, World Malaria Day

Mentre Europa e Stati Uniti alla fine del XIX secolo vincono la loro battaglia, non è ancora così per molti altri Paesi. In Asia e Africa, nonostante i progressi degli ultimi vent’anni, ogni due minuti un bambino muore di malaria. I più colpiti hanno meno di 5 anni e vivono in Africa sub Sahariana.

Nel 2017, dati World Malaria Reportsi sono registrati 216 milioni di casi in 91 Paesi,5 milioni di più dell’anno precedenteUn problema, dunque, tutt’altro che risolto.

MalaFA Study for Africa 2018 nel rapporto di quest’anno scrive che per l’Africa quella contro la malaria è una lotta molto costosa.  Servono circa 12 miliardi di dollari l’anno per ricerca e prevenzione. Inoltre i paesi che registrano ancora molti casi devono fronteggiare anche un rallentamento della crescita economica per l’impatto che la malattia e le cure hanno sulla vita lavorativa delle persone.  

L’ultimo Rapporto Mondiale ha evidenziato come, dopo anni di successi, nel 2017, i progressi anti malaria si siano fermati.

Uno stallo causato da molti motivi. È necessario un intervento maggiore, sia sul fronte della prevenzione, incentivando l’uso di zanzariere e insetticidi, sia su quello di diagnosi, cura, divulgazione, per un “mondo senza malaria”, obiettivo 2030  . Per ottenere ciò è necessaria una capillare diffusione di zanzariere impregnate, soprattutto per proteggere i letti dei soggetti più deboli, donne incinte e bambini sotto i 5 anni. Lo scopo è di non avere più nuovi casi, ridurre la mortalità, prevenirne, dove debellata, il ritorno e, infine, eliminare la malaria dove ancora esiste.

Secondo il report Oms 2015, dal 2000 la malaria ha subito una riduzione del 60%. Questo vuol dire che più di sei milioni di vite sono state salvate.  Un buon risultato ottenuto con insetticidi, test diagnostici e medicinali anti malaria. Tuttavia in molti paesi il rischio è ancora alto.

Nel mondo 3 miliardi e 200 milioni di persone, quasi la metà della popolazione mondiale, può ancora contrarre la malattia. E almeno tre quarti dei decessi sono di bambini sotto i cinque anni.

Eritrea, uno dei tanti cartelloni lungo le strade, per spiegare l’importanza dell’uso di zanzariere

Per combattere la malaria l’Eritrea, nel 2000, ha partecipato alla conferenza di Abuja adottando le linee guida del “Roll Back Malaria” deciso in quella sede.

I risultati sono stati molto positivi. Nel quinquennio 2000-2005 l’Eritrea ha raggiunto i principali obiettivi del “Roll Back Malaria”, ottenendo una riduzione dell’80% della malaria.

Un dato superiore al 60% richiesto dagli obiettivi di Abuja.

Per questo motivo in Eritrea la malaria non è più tra le principali cause di morte. Un traguardo importante confermato anche dal raggiungimento, nel 2015, del sesto obiettivo del Millennio(MDG’s), contro HIV/Aids e malaria.

La lotta dell’Eritrea contro la malaria è iniziata nel 1991, subito dopo l’indipendenza. Nel 1999 però l’emergenza era ancora alta. La malattia causava il 31.5% dei ricoveri per gli adulti e il 20% circa per i bambini sotto i 5 anni.

Per far fronte a ciò il Ministero della Sanità approva un piano quinquennale, in linea con Abuja, per ridurre dell’80% la mortalità. Il piano predispone un maggior numero di operatori sanitari, che diventano 1.200 in un primo tempo e 13.109 negli anni successivi. La distribuzione di zanzariere trattate con insetticida, ITN, (874.000) e la disinfestazione di 76.209 abitazioni.

Nel 2004 l’81% delle famiglie eritree ha almeno una zanzariera, il 73% una zanzariera trattata con insetticida e il 58% di bambini sotto i 5 anni dorme al riparo di una di esse.

Aumentano i casi di malaria ospedalizzati, passando dal complessivo 50% del 1999 al 78% del 2004. La mortalità si riduce, passando dall’84% al 40%, rendendo evidente la correlazione tra la diminuzione di nuovi casi e l’uso di zanzariere e insetticidi. 

Il piano stabilisce che la distribuzione delle zanzariere sia gratuita, soprattutto per raggiungere gli abitanti delle zone ad alto rischio che ne devono avere almeno due per famiglia. In breve tempo la copertura con zanzariere trattate raggiunge l’80% nelle zone critiche del paese.

In Eritrea l’arma vincente contro la la malaria è proprio la zanzariera trattata con insetticidi (ITN). Fin dall’inizio grazie ad esse si salvano moltissimi bambini.

Nel 2004, secondo statistiche interne, il 23.7% di famiglie ha acquistato una zanzariera trattata.

Per il momento gli studi dimostrano che il trattamento delle zanzariere con insetticidi (ddt e malatione) è il più efficace e non provoca resistenza.

Dal 2000 ad oggi il tasso di mortalità e soprattutto i nuovi casi di malaria sono progressivamente diminuiti, specularmente all’aumento nella distribuzione di zanzariere.

La zanzara della malaria non raggiunge l’altopiano eritreo, dove si trova la capitale Asmara, colpendo invece il bassopiano dove vive il 67% della popolazione, l’Anseba, il Debub, il Gash Barka e la regione del Mar Rosso settentrionale.

Qui il lavoro continua, come dimostrato dall’ultima riunione nella zona di Tserona, che ha raggiunto una diminuzione del 76% di casi di malaria.

Oggi anche nel Gash Barka, regione un tempo violentemente colpita dalla malaria, si sono ottenuti buoni risultati, limitando l’utilizzo di zanzariere trattate e la disinfestazione delle case ai mesi della stagione delle piogge.

L’infezione, infatti, ha sempre avuto un andamento stagionale, aumentando quando le larve di zanzara si riproducono maggiormente, cioè da ottobre a dicembre.

Nel 2011 uno studio pubblicato sul Malaria Journal, prendendo atto della drastica diminuzione della malaria in alcuni paesi africani, tra cui l’Eritrea, si chiedeva quali fossero i reali motivi. Secondo tale studio più delle zanzariere avrebbe potuto aver inciso il cambiamento climatico.

“Molti ricercatori pensano che la malaria sia diminuita in paesi come l’Eritrea, il Ruanda, il Kenya, lo Zambia”, spiega il professor Dan Meyrowitsch, del Dipartimento di ricerca sui servizi sanitari presso l’Università di Copenhagen in Danimarca, “per l’efficacia dei programmi di controllo, in particolar modo l’uso di zanzariere”.

“Tuttavia”, prosegue il professore, “non può essere tutto qui.  Per oltre 10 anni noi abbiamo rilevato e contato il numero di zanzare presenti in alcuni villaggi in Zambia. Quelle finite nelle nostre trappole sono passate da 5.300 nel 2004 ad appena 14 nel 2009. Ed erano villaggi senza zanzariere”.

Secondo il professor Meyrowitsch questa drastica riduzione di zanzare portatrici della malaria, avvenuta nella seconda metà degli anni ’90, potrebbe essere connessa alla diminuzione delle precipitazioni o ad altri cambiamenti climatici globali.

In Eritrea però le precipitazioni sono aumentate dal 1992 al 1997 per poi diminuire negli anni successivi, fino al 2004, mentre l’ultima epidemia di malaria risale al 1998.

Nel periodo in cui si è svolto lo studio sulla malaria le precipitazioni annuali erano ritornate stabili, intorno ai 300-400mm. Quindi, secondo i ricercatori eritrei, non è il cambiamento climatico ad aver decimato le zanzare ma l’utilizzo di insetticidi e zanzariere.

Secondo loro il parallelo tra calo delle precipitazioni e riduzione della mortalità per malaria, in Eritrea non è significativo.

Tuttavia l’ipotesi del Malaria Journal è che, se anche il volume delle precipitazioni è rimasto stabile, “la pioggia, caduta abbondante al di fuori della tradizionale stagione, potrebbe aver modificato il ciclo naturale dello sviluppo delle zanzare”.

Un altro timore per l’efficacia della lotta contro le zanzare portatrici della malattia è che, con il massiccio utilizzo, possa verificarsi una resistenza agli insetticidi.

Per ora in Eritrea ciò non è accaduto. Secondo i ricercatori eritrei l’efficacia del ddt è indubbia e, spiegano, per il momento, non ci sono alternative di pari livello.

Questi insetticidi sono utilizzati anche per evitare il proliferare di larve di anofele negli invasi di acqua dolce. L’eliminazione dell’habitat della zanzara è un’altra misura preventiva assolutamente necessaria per sconfiggere la malattia.  

Nonostante la comunità scientifica internazionale sia divisa sui rischi dell’utilizzo di insetticidi a base di ddt, la sua forza contro le zanzare portatrici di malaria, sia per evitarne la riproduzione, sia per impregnare gli interni e le zanzariere, sembra non avere rivali.

Del resto nel 2006 l’Oms ha dichiarato che il ddt, se usato correttamente, non comporta rischi per la salute umana ed è efficace contro le zanzare.

Oggi in Eritrea esistono 350 presidi sanitari e circa 10 mila medici. Un miglioramento che ha fatto spostare la speranza di vita da 40 a 60 anni.

 È in questo positivo contesto che si colloca la riduzione del 90% della malaria, come dichiarato dal Ministero della Sanità.  Una bella vittoria.

Marilena Dolce

@EritreaLive

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