Giornata mondiale del teatro: il teatro di Asmara

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©EritreaLive, il Teatro di Asmara nella centrale Harnet Avenue

27 marzo, giornata mondiale del teatro, il Teatro di Asmara in Eritrea

“Il teatro è una zona franca della vita, lì si è immortali” diceva Vittorio Gassman.  Oggi è la giornatamondialedelteatro. 

Proclamata a Parigi per la prima volta il 27 marzo 1962, questa è la giornata che il mondo dedica al teatro, ai suoi luoghi, alle sue rappresentazioni.

Il teatro di Asmara, capitale dell’Eritrea, è una bella costruzione. Un edificio eclettico situato nella centralissima Harnet Avenue. Progettato nel 1919 dall’ingegner Odoardo Cavagnari il teatro è stato successivamente ristrutturato e ampliato nel 1937 dagli architetti Aldo Vitaliti e Pietro del Fabro. Lo stile delle facciate è un interessante mix romanico-rinascimentale, mentre le parti prossime alle torri laterali sono in mattoni a vista.

Il teatro sorge riparato e un po’ più in alto rispetto alla strada. Ad esso si arriva salendo due rampe simmetriche, abbellite da aiuole e da una fontana. Quindi si raggiunge il porticato dove si trova l’ingresso del teatro, una struttura che può contenere fino a 750 persone.  

Al pian terreno si apre l’ampia sala, la platea sulla quale si affacciano tre balconate. La volta centrale è decorata in stile liberty, con otto donne danzanti. Un affresco opera del pittore Francesco Saverio Fresa arrivato dall’Italia in Eritrea nel 1916.

©EritreaLive, interno del teatro e affresco della volta centrale

Lo scorso luglio 2017 il patrimonio architettonico della città di Asmara, e con esso il suo teatro, è diventato patrimonio dell’umanità, tutelato dall’Unesco.

In effetti visitando Asmara si rimane stupiti e impressionati dall’insieme di grande fascino dei suoi edifici costruiti dagli italiani nella prima metà del XX secolo. Si tratta, molto spesso, di edifici razionalisti  sorti tra il 1920 e il 1950 che hanno avuto la fortuna di sopravvivere a molte avversità.

Edifici pubblici, banche, scuole, chiese, moschee, palazzi per uffici, ville, alberghi, strutture sportive, cinema e infine interi quartieri di villini, oltre a rete idrica ed elettrica sono i primi lavori del colonialismo italiano per rendere confortevole la vita nella parte “europea” della città.

Senza farsi mancare una nascente industria del divertimento di cui accenna, già nel 1901 il governatore Ferdinando Martini che scrive nel suo Diario: “Stasera serata di gala al teatro (c’è un teatro ad Asmara!)”.  

Per la costruzione del Teatro come lo vediamo adesso però bisognerà aspettare ancora quasi vent’anni.

L’intrattenimento in colonia verso la fine degli anni Trenta si rivolge ai circa 60 mila italiani per i quali si costruiscono, oltre al teatro, molti cinema-teatri per proiettare film e accogliere sul palcoscenico gli spettacoli di prosa.

Dall’Italia in quegli anni arrivano gli spettacoli delle compagnie più famose, Paola Borboni, Totò, Odoardo Spadaro, Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Beniamino e Dante Maggio, solo per citarne alcuni.

Non mancava sul Corriere Eritreo, cui collabora dal 1936 Gavino Gabriel, la pagina della critica agli spettacoli che neppure la guerra interrompe.   

A far calare definitivamente il sipario sulla colonia italiana è invece l’arrivo degli inglesi e il rimpatrio, sulle navi bianche, di moltissimi italiani.

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2 Commenti

  1. MARCELLO MARCHI says:

    UNA DELLE BELLEZZE DI ASMARA

  2. lydia nici says:

    il mio teatro…dove suonavo i miei concerti

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