Eritrea, zoom sulla miniera di Bisha, contro la propaganda

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Bisha, 250 chilometri da Asmara, nella zona del Gash Barka, è il nome del luogo dove si trova la miniera eritrea.

A Bisha, dal 2002, dopo una positiva esplorazione del sottosuolo è iniziata l’estrazione dell’oro.

Se ne occupano la società canadese Nevsun Resources Ltd (60% ) e la società di stato Eritrea National Mining Corp, (ENAMCO) che ne detiene il 40 per cento.

Esaurita la prima fase, l’estrazione dell’oro, oggi a Bisha si estraggono rame e zinco.

Dalla miniera però, oltre ai minerali, la stampa internazionale ha estratto molte fake news, armi della propaganda scrive Hommes d’Afrique.
Per questo motivo il magazine ha scelto di uscire dal coro con uno zoom sulla miniera di Bisha.

Eritrea, Miniera di Bisha, nella zona del Gash Barka

Un articolo nel quale riporta le parole positive sull’organizzazione del lavoro a Bisha espresse da Louis Mazei, capo della missione americana ad Asmara.
Un uomo al di sopra di ogni sospetto.

“La visita a Bisha” spiega ”mi ha aperto gli occhi. La miniera dove attualmente lavorano 1.400 persone, il 90% eritrei, è moderna e ben organizzata. Il 20% dei dipendenti sono donne. La miniera ha creato molte opportunità di lavoro. Chi vive nella zona, senza Bisha, non avrebbe avuto un’occupazione stabile”.

“La maggior parte delle persone che vivono nei villaggi vicini alla miniera”, continua Mazei sono pastori o contadini”. “Una donna” dice “che ha iniziato a lavorare facendo le pulizie, oggi giuda un Caterpillar (prodotto negli Usa!) che trasporta il rame grezzo all’impianto di frantumazione. Queste sono opportunità. E non è tutto”.

“La miniera” sottolinea Mazei “paga stipendi tra i più alti nel paese, gli impiegati indossano indumenti di protezione uguali a quelli usati in Occidente, così come le norme di sicurezza sono identiche a quelle canadesi e americane”.

Hommes d’Afrique riporta dati e informazioni interessanti e poco noti sul settore minerario eritreo.

In Eritrea l’estrazione è regolata da quattro leggi.

Non ci sono imposte sui dividendi del settore minerario e all’importazione di attrezzature minerarie è applicata una tassa solo dello 0.5 per cento.

Non ci sono restrizioni valutarie per il trasferimento all’estero dei dividendi. Inoltre è possibile, per gli investitori, avere conti nelle banche eritree in valuta estera.

Un unico ufficio, one stop shop, dall’avvio delle estrazioni a oggi, rappresenta il governo.

Le risorse minerarie appartengono allo Stato ed è consentito alle società minerarie con investitori stranieri avere un conto in una banca estera.

L’Eritrea, fin dall’inizio delle estrazioni, ha imposto che l’attività mineraria fosse compatibile con il rispetto dell’ambiente.

Di tutto ciò i media internazionali non scrivono e non parlano.

E questa, scrive Hommes d’Afrique, non è una scelta casuale.
È il modo per divulgare solo le notizie negative, spesso false, diffondendole sia all’interno sia all’esterno del paese.

Una propaganda che, come nel caso della visita a Bisha di Louis Mazei, si spezza quando si osserva il paese e la sua quotidianità e, per correttezza, si decide di raccontarla.

Fonte Hommes d’Afrique, gennaio 2017
www.hommesdafrique.com

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