Living On the Edge: Giovanni Porzio al Journalism Festival 2012

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Si chiude oggi a Perugia il Festival Internazionale del Giornalismo 2012, giunto alla sesta edizione, che ha toccato tematiche di ampio respiro, dalla precarietà all’evoluzione dell’informazione tramite web e nuove tecnologie.

Tra gli eventi collegati al Festival, tramite “Exhibitions 2.0” è stato possibile per la prima volta apprezzare le immagini scattate da fotogiornalisti e cittadini partecipativi (coinvolti nel fenomeno ribattezzato “citizen journalism”).

“Living On the Edge” è la galleria online dedicata a Giovanni Porzio, una sorta di viaggio del fotogiornalista e scrittore Giovanni Porzio. La galleria riporta le foto da lui scattate durante la preparazione del suo ultimo libro, “Un dollaro al giorno” (Ed. Tropea, 2012).

L’intenzione di “Living On the Edge” è quella di mostrare la lotta quotidiana per vivere sulla soglia estrema della povertà dei cittadini tra Afghanistan, Guatemala, India, Messico, Pakistan, Palestina, Sudan e Etiopia, così vicina alla nostra Eritrea, ricollegandosi a quanto raccontato nel proprio libro-testimonianza.

Un dollaro al giorno” racconta le vicende di quel miliardo di persone che vive con meno di un dollaro al giorno, appunto, passando dai bambini minatori alla ricerca di smeraldi in Afghanistan, dai disastri ambientali del Pakistan, alle schiave del sesso in India, passando per tutte le violenze quotidiane che si verificano in Messico.

Il libro non è solo una testimonianza di vite complesse, ma anche una critica ai media italiani che si dimenticano di raccontare ciò che avviene fuori dai confini italiani, nonostante l’Italia faccia ormai parte del “mondo globalizzato” dal quale sembra prendere le distanze. Gli “esteri”, una volta trattati ampiamente dalle fonti di informazione sia televisive che a livello di carta stampata, sono ora quasi snobbati, raramente trattati con un punto di vista presente “in loco”.

Così, per Giovanni Porzio, sfugge una delle più grosse piaghe contemporanee: la guerra alla povertà, “tutti i conflitti, da quelli per la terra e l’acqua alle guerre etniche, che nascondono un profondo disagio sociale”. Eppure le vittime di guerre e carestie sono i grandi protagonisti dell’attualità, coloro che ci costringono a riflettere sulle sfide che verranno con lo squilibrio tra economie globalizzate, crisi e recessioni economiche, sovrappopolazione e rischio di scarsità delle risorse.

L’inviato speciale di Panorama, ad esempio, ci porta a conoscere la “fame verde” che, in Etiopia, colpisce soprattutto bambini e neonati. Una regione fertile flagellata dalla carestia in cui vanno persi interi raccolti per mancanza di infrastrutture e sistemi di irrigazione adeguati, ma anche a causa di fenomeni atmosferici avversi imputabili all’effetto serra, figlio del mondo industrializzato di cui facciamo parte.

Attraverso la gallery fotografica di “Living On The Edge”, ci troviamo faccia a faccia con i volti da “meno di un dollaro al giorno”.

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