Fenkil, l’anniversario della liberazione di Massawa

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Michele Pignataro, Massawa

© Michele Pignataro, Massawa

Il 13 dicembre 1977 il Fronte Popolare di Liberazione Eritreo (Fple) conquista la parte sulla terraferma della città di Massawa, costringendo gli etiopi a riparare sull’isola di fronte, senza accesso al porto, infiacchiti dal caldo e con la possibilità di ricevere acqua solo dalle Isole Dahlak.

Contro l’Eritrea, accanto all’Etiopia di Menghistu, è schierata l’Unione Sovietica che interviene bombardando con violenza Massawa per metter fine all’assedio. Testimoni raccontano di bombardamenti navali e lanci di razzi da navi sovietiche sui guerriglieri eritrei che resistono.

A febbraio 1990, con l’operazione “Fenkil” (estirpazione) il Fronte Popolare di Liberazione Eritreo (Fple) libera completamente la città, dopo una battaglia durata tre giorni (8-10 febbraio), lungo un fronte di 200 chilometri. Gli eritrei, per difendersi,  utilizzano battelli d’assalto, “fenkil” e carri armati. Oggi a Massawa, in War Memory Square, si possono vedere i tre carri armati, simbolo e memoria della liberazione della città.

Michele Pignataro, Massawa, i carri armati, simbolo della liberazione della città

© Michele Pignataro, Massawa, i carri armati, simbolo della liberazione della città

Un mese dopo la presa di Massawa il Fronte libererà Senafe, Adi Keih capoluogo di provincia, Segheneiti, Dekamere e, il 24 maggio 1991, Asmara, proclamando così, di fatto, l’indipendenza dell’Eritrea. Il 24 maggio 1993 un referendum popolare si pronuncia, praticamente all’unanimità, per l’indipendenza dall’Etiopia ed elegge Isaias Afwerki presidente della repubblica. Nasce così il 53° stato africano, l’Eritrea, che, da allora, ogni anno ricorda la liberazione di Massawa, il Fenkil, per onorare i caduti e ricordare il sacrificio di tutti, uomini e donne, per la conquista della libertà.

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