Eritrea, giro ciclistico per la pace

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© Michele Pignataro, Asmara, Giro exMape, gara ciclistica cittadina

© Michele Pignataro, Asmara, Giro exMape, gara ciclistica cittadina

In Eritrea, come in molti altri paesi dell’Africa, sono i coloni europei a fine Ottocento a portare la bicicletta, vietandone l’uso ai nativi, d’accordo con la chiesa cristiana copta che la riteneva strumento “diabolico”.

Gli eritrei perciò dovranno aspettare l’arrivo degli inglesi, nel 1941, per andare in bicicletta. Nel 1946 si organizza il primo Giro d’Eritrea, la più vecchia corsa d’Africa, un tour che ancora oggi si snoda dalla costa di Massawa fino all’altopiano, percorrendo ripide salite e che nel 2009 entra nel calendario dell’Unione Ciclistica Internazionale.

La bicicletta è diventata passione nazionale e le bici, più popolari del pallone, sono amatissime.
La nazionale è fortissima. Ai ciclisti non serve il doping per essere invincibili, basta allenarsi a 2.000 metri, imparando a pedalare sulle difficili salite dell’altopiano.

Fino a qualche anno fa durante le corse non erano necessarie le dirette televisiva perché fossero popolari, tanto tutti le seguivano bordo strada.

Ad Asmara, ancora oggi, si corre un circuito cittadino, l’ex Mape (Mostra Attività Produttrici Eritrea) un acronimo che rimanda al passato coloniale italiano, quando gli eritrei non potevano parteciparvi.

Berberè è il soprannome infuocato del primo campione eritreo di ciclismo, chiamato così anche nelle cronache sportive che s’infiammano per i suoi successi.

Dappertutto per le strade eritree s’incontrano ragazzi e ragazze in bicicletta, un mezzo usato per andare a scuola e al lavoro.

E proprio perché la bicicletta è parte della storia e dello spirito del paese, a lei è stata affidata una missione importante, con un alto valore simbolico.

Domani, 31 marzo partiranno dalla Svezia venticinque ciclisti eritrei che, dopo aver attraversato molte città e percorso 1.700 chilometri, arriveranno il 13 aprile a Ginevra per consegnare alle Nazioni Unite una lettera con la richiesta di pace per il proprio paese.

Durante il loro tour i ciclisti incontreranno media, istituzioni, cittadini, per far conoscere la situazione dell’Eritrea, il mancato rispetto etiope di quanto stabilito tredici anni fa dalla Commissione Confini Eritrea Etiopia (EEBC) e le sanzioni che ancora gravano su Asmara, senza che mai ne sia stato dimostrato il motivo

Un giro in bicicletta ma diverso dal solito; non si correrà per la vittoria sul tempo ma per la vittoria della verità, della pace, della giustizia, come dice il motto scelto dagli organizzatori.

Un giro organizzato e sponsorizzato dalle comunità eritree in Europa e in America, dall’Unione Ciclistica e da E-SMART Global Mekete che può essere seguito e sostenuto con una donazione.

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