Commemorazione delle vittime di Lampedusa

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©Veg Video, Asmara, i das

©Veg Video, Asmara, l’interno di un das e il dolore dei parenti delle vittime della tragedia del 3 ottobre scorso

I rappresentanti delle Comunità eritree in Italia in occasione dell’approssimarsi della prima ricorrenza della tragedia di Lampedusa avvenuta il 3 ottobre 2013 che ha causato la perdita di 366 vite di giovani eritrei, annunciano di voler promuovere delle iniziative in tutta Italia affinché la memoria di un evento così tragico che ha scosso l’intero popolo eritreo ed emozionato l’opinione pubblica internazionale non vada smarrita.

In questo anno trascorso nel silenzio e nel dolore abbiamo potuto constatare con costernazione che le vittime eritree di Lampedusa, ma anche quelle di altri sfortunati tentativi di raggiungere l’Europa, che quando erano in vita erano state sfruttate in ogni modo da organizzazioni senza scrupoli, hanno poi subito l’oltraggio di essere strumentalizzate a fini politici in maniera indegna anche da morte.

I nostri giovani impossibilitati a farsi una vita propria stretti fra le difficoltà economiche che l’Eritrea è costretta a subire a causa delle pressioni esterne e dalle ingiuste sanzioni alle quali è stato sottoposto il Paese, e la prospettiva di una lunga attesa di una normalizzazione della quale non si intravede la fine, sono rimasti coinvolti in precisi progetti di incoraggiamento alla fuga verso illusorie mete di sicuro benessere.

Incoraggiati anche da discutibili politiche di accoglienza praticate da alcune nazioni europee questi giovani hanno intrapreso il loro cammino di dolore in direzione delle coste del Mediterraneo durante il quale sono stati vessati in ogni modo e sottoposti a ogni tipo di ricatto e violenza senza che nessuno si sia veramente occupato di loro come esseri umani, ma venendo solo sfruttati da chiunque avesse qualcosa da guadagnare in danaro o utilizzati per fini politici da sciacalli pronti a tutto pur di agire a danno del governo dell’Eritrea.

Ancora ai giorni nostri mentre le autorità italiane sono impegnate nel completamento delle indagini e nell’espletamento delle formalità giudiziarie, e quelle eritree sono in attesa della conclusione dell’iter che porti al via libera per l’attuazione dell’impegno preso nei giorni successivi alla ufficializzazione della notizia della tragedia, di effettuare il trasporto delle vittime in patria, sedicenti organizzazioni per i diritti umani si sono fatte avanti per creare agitazione e confusione presso le famiglie delle vittime con il chiaro intento di ottenere un vantaggio politico e fuorviante anche dalla commemorazione della morte di tanti giovani.

È nostra intenzione il giorno 28 ottobre far sentire la nostra voce esprimendo insieme il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alle famiglie di tutte le vittime di questo tragico programma di spoliazione del nostro Paese accendendo delle candele nel corso di incontri ai quali sono invitati a partecipare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Eritrea e le nostre autorità diplomatiche, affinché sia riaffermata la nostra determinazione a restare uniti e solidali per non permettere che altri si approprino della nostra tragedia per finalità offensive per la dignità dei nostri morti e ostili alla nostra amata Nazione.

Coordinamento delle Comunità Eritree in Italia

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Un commento

  1. Derres Araia says:

    Gent.ma redazione,
    grazie per la Vs cortese attenzione e concessione di spazio per la ns iniziativa. Nella ns lettera l’iniziativa del giorno della commemorazione è scritto per ns errore il 28 Ottobre, leggasi invece Settembre 2014. Distinti saluti

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