Ciclismo in Eritrea

Pubblicato da

20 maggio 2012, Asmara, gara di ciclismo per le vie della città

In attesa del Giro d’Eritrea, corsa a tappe maschile di ciclismo su strada, (30 maggio-3 giugno), nella quale l’Eritrea conquisterà un onorevole secondo posto, il primo è andato al sudafricano Jacques Janse Van Rensburg della MTN Qhubeka, Asmara tifa per le squadre che corrono sul circuito cittadino.

Il 20 maggio, infatti, dalle 11 alle 15 del pomeriggio, in una città calda, assolata e tersa come può esserlo la montagna d’inizio estate, corrono biciclette colorate di giovani eritrei che, a squadre, si sfidano sul percorso ex Mape, fino al 1957 non consentito ai nativi.

Mape, acronimo per Mostra delle Attività Produttrici dell’Eritrea nasce nel 1943 ed è il primo National Expo che celebra la capacità d’impresa dell’Italia, un miracolo ante litteram di cui l’esposizione è testimonianza.

Questa capacità imprenditoriale del colonialismo rispecchia la sua anima civile e l’emigrazione verso l’Africa Orientale Italiana di povera gente proveniente dalle campagne del Veneto o del meridione che riuscirà con l’aiuto della manodopera locale, a fondare attività artigianali, commerciali e industriali oltre che agricole.

Insomma il Mape 1943 è la startup degli italiani e rappresenta la loro voglia di fare.

In anni in cui l’Eritrea è ancora federata all’Etiopia, le oltre settecento imprese che partecipano al Mape non sono indicate con un esplicito riferimento alla città di provenienza per non urtare la sensibilità politica di Addis Abeba poiché, come scrive Enrico Mania, responsabile ufficio stampa della manifestazione, nel libro Una ragione in più per il progresso, sarebbero state in netta maggioranza eritree.

Nel 1946 si tiene il primo Giro d’Eritrea, la più vecchia corsa su strada dell’Africa. Il tour che ancora oggi si snoda dalla calda costa di Massawa fino all’altopiano, percorrendo tortuose salite.

Gli italiani d’Eritrea, finito i lavoro, cercano lo svago nel tempo libero e nello sport; calcio, automobilismo, ippica, tiro a volo, ma anche ciclismo, riservandosi fino al 1942 l’utilizzo esclusivo della bicicletta.

Il circuito più famoso, il Mape di Asmara, consisteva in cinquanta faticosi giri e la leggenda vuole che in quegli anni vi partecipasse un certo Saba, un ciclista dilettante italiano incapace di rinunciare al giro anche quando, un po’ in là con gli anni, il fisico lo costringeva a nascondersi tra il pubblico dopo una decina di giri, non per imbroglio ma per sopravvivenza.

Con l’arrivo degli inglesi, l’utilizzo della bicicletta diventa possibile anche per gli eritrei che si riappropriano dei loro circuiti.

Personaggio di punta del ciclismo eritreo di quegli anni è Berberè, nickname utilizzato anche dai giornali quando raccontano le sue corse che infiammano d’orgoglio i fan.

Ancora oggi, come dimostrano le immagini dello scorso maggio scattate durante il circuito di Asmara (ex Mape), il ciclismo è una grande passione eritrea che ha ripreso vigore dopo l’indipendenza.

Ovunque in Eritrea ci sono biciclette; nelle città ma anche nei piccoli villaggi si incontrano ragazzi e ragazze che vanno a scuola o al lavoro in bicicletta, un mezzo comodo e accessibile, pur senza arrivare ai vertici delle bici da corsa.

La manutenzione poi non è solo fai da te perché in tutta l’Eritrea esistono officine per riparare le bici con abilità e attenzione.

Quest’anno la vittoria del circuito ex Mape, che comprende tra le molte anche una categoria femminile, è andata alla squadra Eritel che ha assaporato sul podio la calda ovazione del pubblico.

A fine gara, dopo la premiazione ufficiale, moltissimi tra gli spettatori più giovani hanno superato orgogliosi il traguardo, naturalmente in sella alla loro bicicletta.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*